Palazzo Mosera – Biblioteca


12_0Il Palazzo Mosera di origini cinquecentesche è appartenuto alla famiglia Mosera fino agli anni ’60 del Novecento; famiglia che si distinse nei secoli per i contributi alla crescita civile della città. Nel 1625, quando fu costruito l’acquedotto Carmignano, consentì il passaggio del condotto sui propri fondi garantendo alla città di Sant’Agata una prima rete idrica con punti di acqua corrente nel centro storico, fondò nel 1882 la Società Operaia di Mutuo Soccorso e realizzò la prima farmacia cittadina.
Il palazzo fu acquisito al Demanio Pubblico per assenza di eredi e nel 1986 – 87 fu acquistato dal Comune. Al piano terra è conservato in buono stato l’impianto di molitura dell’antico frantoio, che risale alla fine del 1800, e in seguito a dei lavori di consolidamento e restauro, sotto il piano calpestio, è stato riportato alla luce un sistema di vasche per il convogliamento delle acque reflue dalla lavorazione dell’olio.
La cantina, profonda circa 19 metri, si raggiunge percorrendo una scala alla fine della quale si apre un grande ambiente. Oltre alla caratteristica architettura, comune alle altre cavità del centro storico, con due occhi o bocche di lupo che raggiungono il livello stradale, in essa si notano piccole cavità dovute alla formazione di bolle gassose avvenute durante la sedimentazione del tufo risalenti a circa 30.000 – 33.000 anni fa.
Oggi nel palazzo ha sede l’Associazione Turistica Pro S.Agata-Pro Loco. Al piano terra è stata istituita la Galleria Stabile d’Arte Contemporanea, ove sono raccolte opere del Concorso Nazionale di Pittura di cui è stata promotrice la Pro Loco nel periodo 1960 – 1980, integrata con opere di docenti dell’Accademia di Belli Arti di Napoli curate dal noto artista Armando De Stefano, accademico anch’egli per molti anni. Nel primo piano del Palazzo si trova la Biblioteca pubblica della Fondazione Michele Melenzio, fondata su iniziativa della Pro Loco nel 2005, che partendo dalla collezione libraria di Michele Melenzio, umanista locale, scrittore e studioso di storia e tradizioni locali, si sono poi susseguite altre importanti donazioni di personalità della cultura nazionale, come il sociologo Domenico De Masi, l’On. Gennaro Malgieri e la costumista Giulia Mafai. Il patrimonio librario assomma a circa diciassettemila volumi ed è suddiviso in quattro fondi : fondo locale, fondo S. Alfonso, fondo Sistino, fondo Domenico De Masi. Le collezioni bibliografiche sono costituite da pubblicazioni di storiografia locale, sociologia, economia, statistica, economia del lavoro, scienza politica, saggistica, narrativa, letteratura di altre lingue, storia e letteratura napoletana. Di enorme importanza è stata la donazione di una raccolta di documenti e volumi dal XVI al XIX secolo su Papa Sisto V (Vescovo di S. Agata dei Goti), da parte del dott. Aniello Gatta di Rocca d’Evandro fin dall’anno 2011. Oltre ai testi moderni, sono quindi presenti edizioni antiche e manoscritti anche locali, come il “Libro dei Parlamenti” dell’Università di Sant’Agata dei Goti. 
La catalogazione informatizzata ha previsto l’adesione al Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN), curato dall’Istituto Centrale per il Catalogo Unico del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo. Il catalogo informatizzato è raggiungibile 24/24 ore dall’OPAC dell’Indice del Servizio Bibliotecario Nazionale. I documenti digitalizzati sono quelli appartenenti al Fondo Sisto V e Fondo S. Alfonso de’ Liguori oltre alle Dispense Vescovili del Fondo Locale.

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