Castello (Palazzo Ducale)


Castello, veduta dal retro

L’origine del Castello è incerta, forse esisteva già nel V secolo come fortezza difensiva, funzione che conservò anche durante il periodo longobardo.

Dopo l’anno 1000, passata la città nelle mani dei Normanni, fu interamente ristrutturato e divenne dimora del conte Roberto Drengot e fulcro del sistema difensivo della città.

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Castello, torre carceraria

Il castello ha proporzioni imponenti, occupa un’area di più di 3000 mq ed è caratterizzato da un grosso corpo rettangolare con cortile centrale e quattro torri angolari di cui ne resta solo una adibita a carcere fino a qualche decennio fa.

Sul lato a nord sopravvive ciò che resta dell’antico giardino trasformato oggi in villa comunale adiacente a piazza Trieste, area chiamata ancora oggi dagli abitanti “il boschetto”.

Sul lato sud doveva essere ubicato lo spazio riservato alle scuderie, all’addestramento equestre e alla preparazione dei soldati per la difesa, essendo posto in prossimità della porta d’accesso, poi trasformato in una piazza.

Il castello conserva traccia degli ambienti normanni al piano terra nella parte interna intorno al cortile, mentre allo stesso livello verso l’esterno, è evidente il corpo aggettante aggiunto nell’800 con una serie di locali adibiti a botteghe.

Il castello attualmente risulta frazionato in numerose proprietà private e del suo splendore originario ci resta solo l’imponenza e qualche traccia di pittura nell’ampio salone rappresentante Diana e Atteone di Tommaso Giaquinto.

Rosanna Biscardi, L’Arco in fondo alla valle: il mistero architettonico di Sant’Agata de’ Goti, Napoli, Cervino editore, 2015

Approfondisci:

T. Giaquinto, Diana e Atteone

T. Giaquinto, Diana e Atteone

 

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