Monastero del SS. Redentore


Monastero del SS Redentore, ingresso

L’intero isolato comprende chiesa e monastero. II monastero ebbe la prima fondazione nel 1650 intorno ad una piccola chiesa cinquecentesca intitolata a S. Maria di Costantinopoli. Fino al 1710 ospitò le monache del Terz’Ordine di S. Francesco. Fu restaurato e ampliato nel 1758.

S. Alfonso Maria de’ Liguori tra il 1764 e il 1766 ne completò i lavori e nello stesso anno vi entrarono le monache redentoriste provenienti da Scala che vi hanno dimorato ininterrottamente, vivendo in preghiera, povertà e lavoro per la redenzione del mondo.

La clausura non consente la visita all’interno del monastero, tuttavia sono visitabili l’atrio e alcune stanze all’ingresso.

Ha forma rettangolare con chiostro e giardino al centro.

Le celle delle suore, situate al primo piano, si affacciano all’interno sul giardino e all’esterno su vicolo Santo Spirito lungo il quale si apriva un passo carrabile che conserva ancora un interessante portale in travertino proveniente dall’abbattuto casino dei vescovi.

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Monastero del SS Redentore, ruota

L’ingresso, caratterizzato da un ampio portale decorato con pietre in tufo, conduce ad un atrio con la caratteristica “ruota” che da circa 250 anni gira ogni volta che qualcuno bussa tirando la cordicella della campana o premendo il pulsante del citofono.

La ruota è lo strumento attraverso il quale la suora comunica con l’esterno: da qui vengono distribuite le ostie tanto ambite dai bambini.

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Monastero del SS Redentore, portone del chiostro

Da questo ambiente si varca un portone e si accede al chiostro attraverso la veranda caratterizzata da un pavimento maiolicato raffigurante lo stemma dell’Istituto con al centro una croce.

Infine il giardino con al centro una fontana contornata da sedute in tufo. Dal giardino si vede l’intero monastero con gli affacci delle finestre al piano superiore e un porticato a piano terra dal quale si accede all’antico forno e agli ambienti interrati scavati a mano nel tufo.

In un angolo è fissata l’antica grata che nel ‘700 separava in chiesa le monache dal popolo. Sempre dal giardino attraversando la sagrestia si giunge alla chiesa.

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Monastero del SS Redentore, chiostro

Antonio Buonomo, Guida alla lettura della città di Sant’Agata de’ Goti storia, arte, tradizioni, Puglianello, 2008
www.redentoristesantagata.it

 

 

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