Chiesa di Santa Maria Assunta-Duomo


Chiesa Santa Maria Assunta

Chiesa della SS. Maria Assunta, facciata

La costruzione della cattedrale è databile al secolo VIII insieme con la nascita della diocesi. Durante la dominazione normanna fu totalmente ricostruita in stile romanico.

Danneggiata dal terremoto del 1456, dalla caduta del campanile del 1614 e dal terremoto del 1688, fu abbattuta e ricostruita in stile barocco nel 1728.

Nonostante i vasti restauri deI 1877-79 e gli altri meno profondi dello stesso secolo, la struttura settecentesca è rimasta inalterata. L’esterno è caratterizzato da un vasto portico a tre campate strutturato all’inizio del XII secolo con massi, colonne e capitelli di spoglio, databili dal I al IV sec. d. C. e usato anche per i parlamenti civili della “Universitas Sanctagathensis”.

Sul prospetto principale si trova la statua dell’Assunta; sui laterali quelle di S. Agata e S. Stefano, tutte e tre del 1796.

Lo stemma di Sisto V ricorda il suo episcopato in questa sede. La facciata è occupata dal portico per più della metà, il quale non rende leggibile l’antica struttura, cioè il rosone e la sola porta centrale d’ingresso. Il campanile romanico crollò col terremoto del 1456.

Nel 1484 era già ricostruito ma fu colpito da un fulmine nel 1588 e cadde il 22 novembre 1614. Ricostruito subito dopo fino al secondo livello, fu completato col terzo e con la cupola tra il 1730-1740.

L’interno è a croce latina con tre navate, transetto, cupola e presbiterio.

Nelle otto cappelle laterali sono site pregevoli opere d’arte incorniciate da stucchi barocchi ed aventi altari in marmi policromi.

Il soffitto della navata centrale è in tavole lignee dipinte e dorate, opera del XIX secolo, mentre l’altare maggiore, arretrato rispetto alla posizione originaria, è in marmi policromi intarsiati.

Dietro quest’ ultimo si trova il coro ligneo intarsiato di volti e animali mostruosi.

Al di sotto del transetto è dislocata la cripta, rimasta intatta, dell’XI secolo.

È caratterizzata da tre absidi; dieci colonne sostengono volte a crociera e quattro colonnine la volta dell’abside centrale. Sia le colonne che i capitelli sono di spoglio: romani, bizantini, longobardi, normanni.

Gli affreschi del sec. XIV esprimono un gusto umbro-senese.

Francesco Abbate, Isabella Di Resta, Sant’Agata dei Goti, in Le città nella storia d’Italia. Dossier ; Laterza, 1989

Approfondisci:

T. Giaquinto, Intercessione dei santi patroni Agata e Stefano, 1698

 

G.B. Antonini, Sacra Famiglia, 1717-18

 

 

T. Giaquinto, San Menna eremita, 1705

 

Cripta, colonnati

 

 

 Mosaico Pavimento

Portico, vista dal fianco sinistro.

 

 

Galleria Fotografica

Video

Contatti & Info