Chiesa di Santa Lucia


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Chiesa di Santa Lucia, vista aerea

La chiesa rurale sorge a nord-est del centro storico, fuori le mura, su uno sperone di tufo grigio scavato nei secoli dal fiume Isclero e dal torrente Riello.

Si suppone che sia stata fondata nel XII secolo dalla presenza di una monofora romanica ritrovata su una parete. Nel 1525 la chiesa si presentava in pessimo stato senza porta e con la tettoia crollata.

Lo stato di abbandono peggiora fino a che, nel 1571 il beneficiario dell’epoca, comincia le prime opere di restauro: fa realizzare la porta, sistemare il manto delle tegole, tinteggiare le pareti.

La chiesa rimane in buone condizione sotto la sua guida. All’inizio del 1600 riversa nuovamente in cattive condizioni.

Nel 1665, ancora in pessime condizioni, rischia di essere sottoposta a sequestro dei beni e per evitare che accada, vengono fatte costruire due stanzette attigue da adibire ad abitazione per il custode.

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Chiesa di Santa Lucia, vista aerea

In questo periodo la chiesa si presenta ad unica piccola navata, coperta di tegole con una pavimentazione di pietre grezze e un altare sul quale è raffigurata l’immagine di Santa Lucia vergine e martire per mezzo di un’icona ornata con corone di legno; al lato della navata due piccole stanze unite tra loro coperte da una volta.

L’ingresso volge le spalle alla città. Il campanile è costituito da un arco che si trova sul tetto e che contiene la campana. La vera rivoluzione architettonica della chiesa avviene tra il 1701 e il 1706.

Il tetto viene fatto alzare e viene realizzato un sottotetto; il pavimento viene sostituito; il banco di tufo viene eliminato per costruire la porta d’ingresso ora rivolta verso la strada, sulla quale vengono dipinte la Beata Vergine e Santa Lucia; dove prima si trovava la porta viene spostato l’altare dietro il quale viene realizzata la sacrestia e sulla quale viene eretto il campanile.

La chiesa ha subito recenti restauri ma il suo aspetto attuale rispecchia quello del 1700. Nel 1989 viene risanato il perimetro della costruzione e la tettoia dissestata. Nel 1991 la Soprintendenza di Caserta riporta al suo originario splendore l’icona della Santa. Nel 2008 si decide per un intervento radicale volto ad interpretare la storia del santuario e riportarlo alla sua originale semplicità.

 Franco Iannotta,  Miracolo di un restauro

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