Pavimento Musivo


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Pavimento della zona interna del coro, XII secolo

Il pavimento musivo della chiesa di San Menna viene messo in relazione da molti studiosi, a partire da Émile Bertaux, con il pavimento dell’abbazia di Montecassino, dal quale sarebbe derivato.

L’intera pavimentazione è composta da un mosaico a motivo geometrico suddiviso in riquadri di pietre dure e marmi policromi scanditi da fasce marmoree. Nell’impianto decorativo, lungo l’asse centrale sono distribuiti i motivi a dischi intercalati da campiture in opus sectile, che vanno dal portale d’ingresso fino alle scale del presbiterio sopraelevato. Ai lati di questa fascia più complessa sono disposti simmetricamente otto riquadri, costituiti da semplici campiture omogenee in opus sectile inseriti tra lastre marmoree. Nell’area presbiterale, ai piedi dell’altare, si distingue l’elegante guilloche, un motivo a treccia, realizzato con fasce curvilinee che si annodano attorno ai dischi e tessere più piccole.

La simmetria longitudinale della navata centrale non è rispettata nelle navate laterali. Soprattutto la navatella occidentale registra nel pavimento il maggior numero di lacune, in particolare in prossimità del coro e negli intercolumni, dove le decorazioni sono assenti; ciò potrebbe ascriversi al fatto che fosse anticamente occupata da recinzioni laterali e arredi liturgici.

Il pavimento della navata orientale si presenta, invece, in uno stato di conservazione più omogeneo, e mostra una disposizione dei riquadri più organizzata, con elementi marmorei di varie forme sul  fondo campito in opus sectile.

Uno schema compositivo ad intarsi geometrici più semplice è applicato sulla superficie dei plutei (lastre) del coro. Questi costituiscono uno degli esempi più antichi campani di decorazione marmorea in opus sectile realizzate su elementi verticali.

Con il restauro conclusosi nel 2005, le lacune sono state reintegrate in marmo bianco di Carrara invecchiato, così da permettere un agevole riconoscimento dei motivi mancanti.

 

“La Chiesa di San Menna a Sant’Agata dei Goti”– Atti del Convegno di studi 9 giugno 2010, a cura di Franco Iannotta